L’Italia accelera sulle competenze digitali: si riduce il divario dalla media UE.
L’Italia accelera sulle competenze digitali: si riduce il divario dalla media UE.
27 gennaio 2026
COALIZIONE NAZIONALE
Dai più recenti dati Eurostat sull’area della “Digital economy and society”, pubblicati alla fine di dicembre 2025, emerge un quadro articolato: crescono le competenze digitali, con un incremento della media europea del 5%, e segnali discordanti, da approfondire, su uso di Internet e tool di Intelligenza Artificiale (IA) generativa.
Per l’Italia l’indicatore delle “competenze digitali almeno di base” registra il maggiore incremento nella Ue dopo la Danimarca, passando dal 45,7% al 54,2% e quasi dimezzando il divario rispetto alla media Ue (60%). Sul fronte dell’IA generativa, la prima rilevazione attesta che il 22% degli utenti internet in Italia ha utilizzato soluzioni basate sull’IA generativa, a fronte di una media Ue del 35%.
Un quadro di sintesi
Per l’Italia, le principali annotazioni possono essere così riassunte.
- L’incremento più rilevante si riscontra nell’area Sicurezza, che passa dal 59% al 73%. Pur rimanendo tra tra le aree con minore quota di popolazione con competenze digitali almeno di base, è da sottolineare che questa è anche l’area in cui si è concentrato il maggior numero di interventi di sensibilizzazione e formazione, anche specialistica, e che la gran parte di questa popolazione ha competenze superiori a quelle di base.
- L’area DigComp su cui si registrano minori competenze è quella della creazione di contenuti digitali (62%), mentre si registrano percentuali maggiori nelle aree del problem solving (78%) e alfabetizzazione su informazione e dati (79%).
- La popolazione con competenze superiori a quelle di base ha avuto un incremento notevole, passando dal 22% al 31,5%, in linea con la media Ue. Un miglioramento che si collega probabilmente a un’attenzione maggiore alla promozione di corsi avanzati nei diversi settori e a una formazione più professionalizzante.
- Se si considera anche la popolazione con “basse” competenze (quindi che raggiunge o supera il livello base su quattro delle cinque aree DigComp), la percentuale complessiva sale al 71%, rispetto a una media Ue del 77%. Si tratta di un dato che può contribuire alla valutazione di un eventuale percorso di rimodulazione dell’obiettivo europeo del programma del decennio digitale.
Successi e prospettive
I nuovi dati sul fronte delle competenze digitali in Italia danno evidenza dei primi effetti delle iniziative finanziate dal PNRR sulle competenze digitali di base (come il Servizio Civile Digitale e la Rete dei servizi di facilitazione digitale).
Allo stesso tempo, i dati evidenziano l’impatto positivo delle iniziative sull’incremento delle competenze digitali dei lavoratori, confermando la validità di puntare a un approccio organico all’attuazione della strategia per le competenze digitali, mobilitando e favorendo sinergie in una logica multistakeholder (alla base delle attività della Coalizione Repubblica Digitale).
Il percorso intrapreso testimonia la solidità della scelta di investire sulla diffusione delle competenze digitali dei cittadini, attraverso una infrastruttura di oltre 3.800 Punti Digitale Facile, di cui hanno già fruito più di 2,4 milioni di italiani. è una strada che non si può interrompere se si vogliono raggiungere gli obiettivi di una piena inclusione digitale (80% di popolazione italiana al 2030 con competenze digitali almeno di base).
Senza questa infrastruttura, con programmazione e regia regionale coordinata e supportata centralmente, con la nuova figura del facilitatore digitale e una declinazione territoriale che ha consentito di costruire una rete di autonomie locali, terzo settore e privati, non ci sarebbe stato questo progresso così significativo.
Parallelamente, si sono sviluppate forti sinergie con altre iniziative nazionali. Solo per citarne alcune: Fondo per la Repubblica Digitale, il programma GOL per inserimento nel mercato del lavoro, programmi di accompagnamento delle associazioni dei consumatori).
Insieme, questi segnali delineano un percorso di crescita solido e coerente, da proseguire e rafforzare anche nei prossimi anni. In questo contesto assume particolare rilievola presenza di un quadro comune per le competenze digitali come DigComp, disponibile con una traduzione italiana condivisa.
Avviato il gruppo di lavoro per la traduzione del DigComp 3.0
Il 27 novembre 2025 è stato pubblicato il DigComp 3.0, l’ultima versione del framework europeo delle competenze digitali. Si tratta della quinta edizione del modello sviluppato da JRC (Joint Research Center) in collaborazione con DG EMPL (European Commission's Directorate-General for Employment, Social Affairs and Inclusion).
Il Dipartimento per la trasformazione digitale, nell’ambito delle attività promosse dalla Coalizione Repubblica Digitale, ha costituito un gruppo di lavoro per procedere alla traduzione in italiano del DigComp 3.0, come già avvenuto per la precedente versione 2.2, avvalendosi del supporto di esperti in materia. La traduzione di un documento così centrale per il mondo delle competenze digitali è un’attività fondamentale per consentirne la piena comprensione e diffusione.
Proprio per la centralità e l’importanza di questo framework, ci piacerebbe ricevere feedback e suggerimenti da coloro che si occupano quotidianamente di queste tematiche, a ogni livello. Per saperne di più o partecipare, è possibile scrivere a repubblicadigitale@innovazione.gov.it entro il giorno 4 febbraio 2026.