Fondo per la Repubblica Digitale, al via due nuovi bandi per un totale di 30 milioni

Fondo per la Repubblica Digitale, al via due nuovi bandi per un totale di 30 milioni

05 giugno 2023

COALIZIONE NAZIONALE

I nuovi bandi

Sono due i nuovi bandi pubblicati dal Fondo, che stanziano un totale di 30 milioni di euro per finanziare progetti finalizzati ad accrescere le competenze digitali dei lavoratori con mansioni a forte rischio sostituibilità a causa dell’automazione e dell’innovazione tecnologica e quelle delle persone disoccupate e inattive.

Il bando “In progresso” promuove lo sviluppo delle competenze digitali dei lavoratori con mansioni a forte rischio di sostituibilità a causa dell’automazione e dell’innovazione tecnologica, al fine di garantire le condizioni di permanenza nel mondo del lavoro e migliori opportunità professionali. L’Italia è infatti tra i Paesi con il più alto tasso di skill mismatch in Europa: lo skill-gap che ne deriva si traduce nell’incapacità di acquisire, entro i tempi della transizione tecnologica, le stesse abilità complesse che svolgerebbe un robot al nostro posto. Un recente studio dell’Università di Trento conferma che nei prossimi 15 anni la quota di lavoratori e lavoratrici ad alto rischio di rimpiazzo tecnologico si attesterà tra il 33% (7,12 milioni di persone) e il 18% (3,87 milioni), se si considerano rispettivamente le professioni automatizzabili o le singole mansioni. Nel nostro Paese le professioni ad alto rischio di automazione interessano diversi settori: trasporti e logistica, supporto d’ufficio e amministrativo, produzione, servizi e settore della vendita. Tutto ciò rende necessaria un’azione di adeguamento del know-how attraverso azioni di upskilling dei lavoratori, con percorsi di formazione sulle competenze digitali e trasversali per svolgere le loro mansioni in via complementare agli strumenti forniti dall’innovazione tecnologica.
C’è tempo fino al 4 agosto, per soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro, per partecipare al bando attraverso il portale Re@dy. Il bando prevede un totale di 10 milioni di euro.

Il bando “Prospettive” è dedicato ad accompagnare lo sviluppo delle competenze digitali di donne e uomini ai margini del mercato del lavoro – disoccupate/i e inattive/i, di età compresa fra i 34 e i 50 anni, per offrire loro migliori opportunità e condizioni di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro. Il bando si inserisce in un contesto critico a livello nazionale: rispetto ai Paesi Ue, l’Italia riporta il più alto tasso di inattività (34,6%). Inoltre, secondo i dati OCSE, il tasso di disoccupazione del nostro Paese è del 7,9%, superiore di quasi due punti percentuali rispetto alla media europea (6,1%). Le persone tra i 34 e i 50 anni risultano essere quelle maggiormente colpite dal fenomeno e tra loro si concentra la quota più alta di disoccupati di lunga durata, cioè coloro che cercano e non trovano un lavoro da più di un anno. Inoltre, secondo il World Economic Forum, in Italia, si stima che tra il 2023 e il 2027 saranno richieste competenze digitali a più di 2 milioni di lavoratori e, secondo uno studio di Deloitte in collaborazione con SWG, quasi un’azienda su quattro non trova i profili professionali STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) di cui ha bisogno.
C’è tempo fino al 14 luglio per partecipare al bando, presentando progetti sulla piattaforma Re@dy. Il bando mette a disposizione 20 milioni di euro per sostenere iniziative presentate da soggetti pubblici, privati senza scopo di lucro ed enti del terzo settore.

L’iniziativa

Il Fondo per la Repubblica Digitale è un’iniziativa istituita nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del Piano Nazionale Complementare (PNC), e si muove nell’ambito della Strategia Nazionale per le competenze digitali, la cui elaborazione, attuazione ed evoluzione viene effettuata nel contesto di Repubblica Digitale. Il Fondo rappresenta una partnership tra pubblico e privato sociale e, per gli anni compresi tra il 2022 e il 2026, stanzierà in via sperimentale un totale di circa 350 milioni di euro grazie ai contributi di Acri.

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